mercoledì 9 dicembre 2009

A proposito di castrazione e sterilizzazione...

Vorrei subito essere chiara : questo articolo non è e non vuole essere un inno alla castrazione o alla sterilizzazione dei nostri amici a 4 zampe. Io per prima non sono favorevole a questi interventi in quanto li ritengo comunque una cosa contro natura, contro ciò che è stato creato con uno scopo ben preciso : la procreazione per l’incremento della specie, di qualsiasi essa si tratti. E per questo non sono d’accordo con veterinari o allevatori che consigliano la sterilizzazione, per quanto riguarda le femmine, soprattutto prima del primo calore allo scopo di evitare il presentarsi di tumori : secondo quello che si dice, la femmina sterilizzata prima del primo calore ha più probabilità di essere esente da questa patologia. E non sono neanche d’accordo sull’utilizzare questa pratica su soggetti affetti da gravi problemi comportamentali : caratteri forti, aggressivi, mordaci, troppo timorosi o paurosi. In nessuno di questi casi è detto che la castrazione o la sterilizzazione risolva il problema…anzi, a volte, può accadere l’esatto contrario : il problema non si risolve ma si amplifica! Quindi è sempre bene, prima di prendere questa decisione senza via di ritorno, provare tutte le strade possibili avvalendosi dell’aiuto di un veterinario comportamentalista e di un educatore o istruttore con il quale sviluppare un percorso atto al recupero del soggetto. Ma…c’è sempre un ma…io, proprio io che sono contraria a questa pratica, mi sto trovando a vagliare seriamente questa possibilità : il povero malcapitato candidato a giocarsi per sempre la possibilità di procreare sarebbe il mio Devil. Devil è da sempre un cane stressato, agitato, ipercinetico (avete presente l’iperattività dei bambini? Ecco, lui è così…ma cane!!!), difficilmente adattabile alle situazioni troppo statiche, situazioni in cui bisogna darsi il tempo di aspettare, di ragionare…a dire il vero lui mi piace anche perché è così, fa parte di lui, del suo carattere (così diverso da quello del padre!) e, se non fosse per la specializzazione che stiamo seguendo, non avrei problemi a gestirlo anche con questi deficit comportamentali. In una situazione di vita casalinga ci potrebbe benissimo stare anche così, ma il suo essere sempre fuori dalle righe non collima con l’addestramento da obbedience e ricerca dispersi che stiamo seguendo. In un addestramento da obbedience, dove regnano la perfezione e la velocità di esecuzione dei comandi (che sono veramente tanti!), contano molto la comunicazione e l’attenzione : cose che lui riesce a mantenere davvero per poco tempo. La sua concentrazione e la sua resa nel lavoro al campo sono veramente minime, i suoi tempi di lavoro ridotti in base alla sua disponibilità : così i risultati arrivano, perché arrivano si, ma con risposte temporali più lunghe rispetto ad altri cani con tempra e carattere diverso. All’inizio pensavo che il lavoro e il tempo che dedico a lui avrebbero colmato queste lacune : sono educatrice e quindi non ho lasciato nulla di intentato! Ho dato lui molto tempo per adattarsi al nuovo metodo di lavoro (in fondo all’inizio sono stata io a trascurarlo…era il minimo che potessi fare per lui…) e sono stata molto paziente gioendo anche dei più piccoli progressi perchè è da quelli che si trova la forza di continuare a scalare la montagna, per quanto ripida e impervia possa essere, per arrivare in cima alla vetta e tagliare il traguardo che ci siamo prefissati. Ma in questa situazione lui mi comunicava uno stato negativo che io non potevo assolutamente ignorare : le difficoltà di affrontare prove e situazioni nuove lui le esternava sotto un forte stato di stress, con comportamenti che più chiari non potevano essere…lui non stava bene! Così ho iniziato a pensare alla castrazione come eventuale soluzione e aiuto per il suo stato emotivo e, prima di prendere qualsiasi decisione, mi sono documentata ed ho affrontato il discorso con il mio veterinario che, non sicuro (quanto me) che il risultato potesse essere positivo, mi ha proposto un’alternativa di prova : la castrazione chimica. Essa è a tutti gli effetti identica alla castrazione chirurgica ma ha un fattore positivo da non sottovalutare visto che il risultato finale non è mai assicurato : è reversibile. Spinta da questa reversibilità la decisione è stata più semplice perché, se non fosse cambiato nulla, passati dai 6 ai 9 mesi Devil sarebbe tornato di nuovo come mamma natura l’aveva creato. Detto fatto! Devil ora è castrato chimicamente tramite un microchip iniettato nella sua spalla che giornalmente rilascia le sostanze atte ad azzerare il livello di testosterone e quindi anche la sua carica ormonale da maschietto. L’effetto vero e proprio inizia un mesetto circa dopo l’iniezione e da lì si deve stare ad osservare bene cosa accade : per Devil sono avvenuti molti cambiamenti, sia dal punto di vista caratteriale che da quello lavorativo. Ora è molto più tranquillo, affronta le situazioni in modo più cognitivo e paziente, tutto quello stress che gli creava malessere si è affievolito sino a scomparire... sul campo addestramento ora lui c’è! Più comunicazione, più attenzione, più voglia di lavorare e un recupero nel lavoro davvero eccellente! Diciamo quindi che per Devil la castrazione chirurgica è quasi necessaria. A questo punto voi vi chiederete : “ Ma tu sei disposta a cambiare la natura del tuo cane solo per soddisfare la necessità di impiegarlo in un’attività di soccorso?” E io vi rispondo : “ Il mio primo pensiero era stato quello di lasciare che Devil vivesse la sua situazione da cane “libero”, senza restrizioni o cambiamenti che comportassero un mutamento nel suo essere cane “intero” e di scegliere un altro cucciolo a cui far seguire questa strada. Poi mi sono chiesta se mi sembrava giusto lasciare che Devil vivesse male ogni situazione, vederlo crollare distrutto dopo un’ora di addestramento o di passeggiata perché devastato da tutte le situazioni che lui affronta a modo suo, abbandonarlo di nuovo...e mi sono risposta che no e che, cane da soccorso o da compagnia, anche lui avesse diritto di stare bene e di essere un cane felice…ha prevalso comunque l’amore che nutro nei suoi confronti…l’unica cosa che non mi perdonerò mai non sarà l’averlo castrato…sarà quella di averlo trascurato da cucciolo…se gli avessi dedicato allora il tempo che gli dedico adesso forse tutto sarebbe diverso. Ma questa è un’altra storia, un capitolo chiuso, un errore che Devil sta pagando sulla sua pelle e che mai più, per nessuno al mondo, ripeterò…io faccio fatica a perdonarmi mentre lui l’ha già fatto…e io lo amo e sono fortemente legata a lui anche per questo…