Quando la veterinaria mi ha contattato per segnalarmi una consulenza che voleva affidarmi e mi ha dato le spiegazioni cliniche del caso avevo più o meno inquadrato la situazione anche se, tra l’immaginare e il vedere dal vivo è sempre tutta un’altra cosa. Così, armata come al solito di tutto il necessario che mi serve a sviluppare la prima anamnesi e a valutare poi il lavoro da fare, mi sono presentata a casa del cliente. Il cane che devo valutare è un meticcio, incrocio tra un pastore tedesco ( questo lo conosciamo tutti e sappiamo qualità, pregi e difetti!) e un pastore del caucaso (cane diffidente con gli estranei e a volte mordace, atto alla guardia e alla difesa di proprietà e greggi!). Devo dire che l’incrocio di sicuro non promette niente di buono e in effetti, calcolando che il cane in oggetto è un bestione di oltre 70 kg di peso, qualche problemuccio l’ha causato : Bruno (così si chiama il cane) ha 7 anni, è un cane segnalato dalla Asl poiché ha avuto un paio di episodi di aggressione a persone e quindi è ora soggetto a controlli, da parte di veterinari comportamentalisti designati a questo compito dalla Asl stessa, e ha compiere un percorso rieducativo prima di subire un ulteriore controllo. L’incontro con Bruno è veloce: lo trovo chiuso in un recinto di 3 mt x 2 anche se a sua disposizione potrebbe avere un bel prato verde in cui girare liberamente; scopro che mangia 1 volta al giorno e che un giorno a settimana digiuna completamente poiché in questo modo lui si pulisce e disintossica ( da cosa ancora non l’ho capito però!!!); vengo a conoscenza dalla proprietaria che Bruno, nei suoi 7 anni di vita, non ha mai socializzato con persone e consimili e che le sue passeggiate in esterna si contano sulle dita di una sola mano; mi viene spiegato che gli episodi di cui vi ho accennato sono accaduti in un giorno in cui Bruno è stato libero di uscire dal recinto e si è trovato la via per uscire di casa “saltando”, con l’aiuto di un muretto vicino alla recinzione davanti a casa, il cancello di entrata al quale non avrebbe avuto accesso se fosse stato nel suo prato recintato e sicuro. A quel punto chiedo alla proprietaria di lasciare uscire Bruno dal suo piccolo recinto perché possa avvicinarsi al luogo in cui siamo a fare la nostra chiacchierata (tranquilli, c’era la recinzione tra me e lui!)…la sua reazione? Si è avvicinato con veemenza alla recinzione ed ha iniziato ad abbaiare e ringhiare facendo capire che non aveva nessuna buona intenzione nei miei confronti. Questo mi fa capire quale sia la responsabilità che Bruno si è preso nei confronti della sua casa e della sua famiglia : difenderli e proteggerli dagli estranei con tutti i mezzi che ha disposizione…in fondo questo è quello che per 7 anni ha imparato a fare e devo dire che lo fa veramente bene! Alla fine della consulenza la mia decisione è comunque quella di dare la possibilità a Bruno di riscattare il suo passato di reclusione e di privazioni, sensoriali ed esperenziali, e di vederlo per un ulteriore consulenza fuori dal suo ambiente così fisso un altro appuntamento per la settimana successiva c/o il campo ad Endine Gaiano con il quale collaboro per molte altre cose e che mi è stato concesso di utilizzare anche per il mio lavoro di educatrice. Non sapevo cosa aspettarmi quel giorno, la prova era davvero difficile e, nonostante le idee chiare in mente, tutto era un’incognita…preparo il campo aperto, mi posiziono all’interno e faccio entrare Bruno e la sua proprietaria. Sto ai margini, lontano da chi Bruno deve difendere e devo dire che scopro un altro cane : un cane che se ne va in giro ad annusare, che corre e perlustra questo nuovo ambiente (e con lui l’aria di libertà che fino ad ora gli è stata preclusa!); passa gente fuori, cani e persone, ma lui corre scodinzolando senza emettere un solo bau…c’è stato un piccolo episodio tra me e lui, più che altro un chiarimento di posizioni, dove lui mi ha fatto capire che mi teneva d’occhio e che non dovevo permettermi di avvicinarmi troppo alla sua padrona : tutto sommato è accettabile visto che è il suo lavoro no? Alla fine decido di seguire Bruno per il percorso di rieducazione e, dopo le prime lezioni, mi sono resa conto di una cosa : non è tanto difficile rieducare Bruno quanto è difficile rieducare la sua proprietaria! Anche perché, nonostante tutte le mie indicazioni riguardo alimentazione, libertà e gestione di un territorio più ampio e molte altre cose, ho capito che a casa nulla è cambiato e quindi potrò fare ben poco per migliorare la vita di Bruno e le sue problematiche. Ma io non demordo, continuo il mio lavoro perché chi si arrende ancor prima di aver lottato, ha già perso la battaglia sin dall’inizio…domenica 25 aprile 2010
Bruno, un cane segnalato
Quando la veterinaria mi ha contattato per segnalarmi una consulenza che voleva affidarmi e mi ha dato le spiegazioni cliniche del caso avevo più o meno inquadrato la situazione anche se, tra l’immaginare e il vedere dal vivo è sempre tutta un’altra cosa. Così, armata come al solito di tutto il necessario che mi serve a sviluppare la prima anamnesi e a valutare poi il lavoro da fare, mi sono presentata a casa del cliente. Il cane che devo valutare è un meticcio, incrocio tra un pastore tedesco ( questo lo conosciamo tutti e sappiamo qualità, pregi e difetti!) e un pastore del caucaso (cane diffidente con gli estranei e a volte mordace, atto alla guardia e alla difesa di proprietà e greggi!). Devo dire che l’incrocio di sicuro non promette niente di buono e in effetti, calcolando che il cane in oggetto è un bestione di oltre 70 kg di peso, qualche problemuccio l’ha causato : Bruno (così si chiama il cane) ha 7 anni, è un cane segnalato dalla Asl poiché ha avuto un paio di episodi di aggressione a persone e quindi è ora soggetto a controlli, da parte di veterinari comportamentalisti designati a questo compito dalla Asl stessa, e ha compiere un percorso rieducativo prima di subire un ulteriore controllo. L’incontro con Bruno è veloce: lo trovo chiuso in un recinto di 3 mt x 2 anche se a sua disposizione potrebbe avere un bel prato verde in cui girare liberamente; scopro che mangia 1 volta al giorno e che un giorno a settimana digiuna completamente poiché in questo modo lui si pulisce e disintossica ( da cosa ancora non l’ho capito però!!!); vengo a conoscenza dalla proprietaria che Bruno, nei suoi 7 anni di vita, non ha mai socializzato con persone e consimili e che le sue passeggiate in esterna si contano sulle dita di una sola mano; mi viene spiegato che gli episodi di cui vi ho accennato sono accaduti in un giorno in cui Bruno è stato libero di uscire dal recinto e si è trovato la via per uscire di casa “saltando”, con l’aiuto di un muretto vicino alla recinzione davanti a casa, il cancello di entrata al quale non avrebbe avuto accesso se fosse stato nel suo prato recintato e sicuro. A quel punto chiedo alla proprietaria di lasciare uscire Bruno dal suo piccolo recinto perché possa avvicinarsi al luogo in cui siamo a fare la nostra chiacchierata (tranquilli, c’era la recinzione tra me e lui!)…la sua reazione? Si è avvicinato con veemenza alla recinzione ed ha iniziato ad abbaiare e ringhiare facendo capire che non aveva nessuna buona intenzione nei miei confronti. Questo mi fa capire quale sia la responsabilità che Bruno si è preso nei confronti della sua casa e della sua famiglia : difenderli e proteggerli dagli estranei con tutti i mezzi che ha disposizione…in fondo questo è quello che per 7 anni ha imparato a fare e devo dire che lo fa veramente bene! Alla fine della consulenza la mia decisione è comunque quella di dare la possibilità a Bruno di riscattare il suo passato di reclusione e di privazioni, sensoriali ed esperenziali, e di vederlo per un ulteriore consulenza fuori dal suo ambiente così fisso un altro appuntamento per la settimana successiva c/o il campo ad Endine Gaiano con il quale collaboro per molte altre cose e che mi è stato concesso di utilizzare anche per il mio lavoro di educatrice. Non sapevo cosa aspettarmi quel giorno, la prova era davvero difficile e, nonostante le idee chiare in mente, tutto era un’incognita…preparo il campo aperto, mi posiziono all’interno e faccio entrare Bruno e la sua proprietaria. Sto ai margini, lontano da chi Bruno deve difendere e devo dire che scopro un altro cane : un cane che se ne va in giro ad annusare, che corre e perlustra questo nuovo ambiente (e con lui l’aria di libertà che fino ad ora gli è stata preclusa!); passa gente fuori, cani e persone, ma lui corre scodinzolando senza emettere un solo bau…c’è stato un piccolo episodio tra me e lui, più che altro un chiarimento di posizioni, dove lui mi ha fatto capire che mi teneva d’occhio e che non dovevo permettermi di avvicinarmi troppo alla sua padrona : tutto sommato è accettabile visto che è il suo lavoro no? Alla fine decido di seguire Bruno per il percorso di rieducazione e, dopo le prime lezioni, mi sono resa conto di una cosa : non è tanto difficile rieducare Bruno quanto è difficile rieducare la sua proprietaria! Anche perché, nonostante tutte le mie indicazioni riguardo alimentazione, libertà e gestione di un territorio più ampio e molte altre cose, ho capito che a casa nulla è cambiato e quindi potrò fare ben poco per migliorare la vita di Bruno e le sue problematiche. Ma io non demordo, continuo il mio lavoro perché chi si arrende ancor prima di aver lottato, ha già perso la battaglia sin dall’inizio…martedì 6 aprile 2010
Un incontro costruttivo...
Da quando qualche mese fa ho lasciato il Gruppo di Protezione Civile, a cui ero legata da diversi anni, il mio percorso di cinofila mi ha portato a varcare i confini della mia Valle e a legarmi ad un Gruppo nella Bergamasca. Affianco le esercitazioni di ricerca dispersi al mio addestramento c/o il campo X-Plorer di Colognola e, contemporaneamente, continuo la mia attività di educatrice cinofila nei pressi di “casa”. Di tutto ciò non è cambiato nulla…o quasi…Dico quasi perché il mio lavoro di educatrice si sta espandendo e sto lavorando non solo nelle zone limitrofe, dove fino ad ora ho operato, ma anche nella bergamasca e questo grazie alla collaborazione con una veterinaria comportamentalista operante in uno studio veterinario a Costa Volpino che, venuta a conoscenza della mia presenza come educatrice (quale miglior pubblicità se non quella di clienti soddisfatti?), ha voluto conoscermi e “mettermi” alla prova nel mio lavoro. Bhè, devo dire che la prova è stata superata ed ora sto seguendo clienti con cani problematici che lei mi passa dopo averli visitati in ambulatorio…ma non solo…sempre con la sua collaborazione, ho organizzato la mia prima Puppy Class!!! Una puppy class, per chi non lo sapesse, è un classe di cuccioli dai 3 ai 6/7 mesi che iniziano il loro percorso educativo per entrare a far parte di un mondo tutto nuovo. E’ stata una bellissima emozione poter finalmente lavorare con cagnetti di pochi mesi su concetti che non facciano per forza parte di un percorso di addestramento atto a formare cani da soccorso (eh no, non ho scordato Think Dog!!!) e vedere proprietari esultare anche ai minimi progressi compiuti dai loro pelosi. Ancora questa avventura non è conclusa, mancano 2 incontri al termine del programma ma tutto procede al meglio: sono sicura che sarà triste separarmi da quelle piccole pesti a cui mi sono già affezionata ma loro ricopriranno sempre nel mio cuore un posto speciale…loro sono la mia prima puppy class…loro hanno spianato la strada a tanti piccoli colleghi che, prossimamente, vivranno la stessa esperienza entusiasmante…e per questo io non li dimenticherò mai !
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