lunedì 19 novembre 2012

Forse è il caso di preoccuparsi...

E’ da tanto tempo che non vengo più qui a raccontare quello che sta succedendo in questo mio viaggio che mi ha portato ad essere sempre più coinvolta nella mia passione. Sono successe davvero tante cose…e tutte belle e positive: ho terminato il corso istruttori X-Plorer, sono diventata istruttore a tutti gli effetti, ho “trasformato” il centro cinofilo in un centro affiliato“X-Plorer”, mi sono buttata anima e corpo in una nuova specializzazione del soccorso, ricerca dispersi in macerie, e ho partecipato con la squadra italiana ai mondiali di soccorso in Repubblica Ceca. Ho lasciato strade vecchie e ne ho percorso di nuove trovando anche la collaborazione, per la gestione del centro e della squadra di soccorso, di un caro amico collega socio anch’esso istruttore X-Plorer, Roberto Rinetti. Sono successe molte più cose ma se devo scriverle tutte rischio di non finire più e non sono qui per fare un elenco di ciò che ho fatto io ma per parlare di tutt’altro. Voglio parlare di una questione che mi sta molto a cuore perché in prima persona ci sto lavorando e so quanto può essere difficile: la preparazione come unità cinofila per la ricerca dispersi in superficie. Questa mia riflessione non nasce a caso, arriva dopo aver visto un’esercitazione svolta da un gruppo della zona e dopo aver visto alcune cose che mi hanno lasciato perplessa, preoccupata e…delusa. Non voglio portare come esempio questa squadra, non è mio volere fare riferimenti alle persone che ho visto al lavoro, ma quello che ho visto mi ha portato a fare alcune considerazioni che volevo esporre. Quando vado a curiosare nel lavoro altrui so già in partenza che quello che vedrò non mi piacerà completamente, questo perché il livello a cui mi hanno insegnato a mirare è molto alto, molto tecnico e mi porta ad osservare e a scorgere anche i minimi particolari che possono fare la differenza. Allora, direte voi, che ci vai a fare? Ci vado perché nonostante questo sono aperta sempre a nuove esperienze e nuovi confronti perché si sa, in questo campo, non si finisce mai di imparare! Ma quello che ho visto, come dicevo, mi ha lasciato l’amaro in bocca…ci si preoccupa di essere super equipaggiati: caschetti, frontalini con ogni tipo di luce per ogni evenienza, guanti, gilet e divise tecniche, zaini, radio con mille frequenze…e si dimentica la vera importanza di questa missione dove, un binomio, deve essere super tecnologico e preparato per quello che deve fare e non per quello che deve dimostrare di essere tramite una divisa!!! In un binomio quello che deve fare il lavoro duro (ovviamente cercare le persone!) non è il conduttore ma il cane...se non ricordo male è lui quello col naso più sviluppato giusto? E se non ricordo male il conduttore invece dovrebbe avere bene in mente quali sono i suoi confini e assicurarsi che la sua zona sia correttamente bonificata (ovviamente sempre dal cane, è sottinteso!)…quindi non dovrebbe “girare” in un bosco a destra e a manca sperando di “inciampare” nel povero malcapitato di turno. E il cane? Come dovrebbe essere? Mi hanno insegnato che il cane deve essere indipendente, anche se fino ad un certo punto visto che se lo richiamo lui deve tornare da me e “ascoltare” ciò che gli chiedo gentilmente di fare…quindi non dovrebbe “girare” a vuoto in zone che non sono di sua competenza ma restare, o essere aiutato a restare, in quelli che sono i suoi confini e bonificare la sua zona e non quella altrui. Mi hanno insegnato che il cane deve usare il naso (non dicevamo prima che è molto più sviluppato del nostro?) e non la vista…ma si sa, visto che è il conduttore che“cerca” questo è un optional!!! Mi hanno insegnato l’importanza del marcaggio, quanto sia importante un marcaggio reiterato per poter individuare la posizione del cane anche sulle lunghe distanze…ma si sa, quando il conduttore arriva prima o insieme al cane sul disperso anche questo è un optional!!! Mi hanno insegnato che per fare questo “lavoro” il cane deve essere MOTIVATO…fare ricerca non è andare a passeggio in un bosco!!! Mi hanno insegnato che se un cane è MOTIVATO, quando parte in ricerca, è l’obiettivo finale che deve avere in testa: trovare il disperso!!! E una volta trovato dovrebbe marcare senza lasciarsi distrarre da nulla…giocare con un altro cane saltellando sul disperso steso a terra non è quello che intendo! Potrei continuare all’infinito ma credo che quello che ho scritto sia più che sufficiente per trarre le conclusioni. Nessuno è perfetto, si sa (io per prima), e la ricerca in superficie è sicuramente la più difficile delle specializzazioni cinofile in ambito del soccorso: questo non vuol dire affrontare la cosa con superficialità pensando che la tecnica usata minimo 20 anni fa sia ancora valida oggi. Anni fa la tecnologia che avevamo a disposizione non era sicuramente quella che abbiamo oggi così ci siamo aggiornati e messi in pari coi tempi che stiamo vivendo…essere equipaggiati di tutto punto non fa di un conduttore un BRAVO conduttore, è la qualità del lavoro che DEVE fare la differenza ( e ne ho visto poca purtroppo)…spero che qualcuno leggendo questo post possa riflettere e soprattutto capire che è ORA di cambiare, di aggiornarsi, di crescere e uscire dall’ignoranza e dalla presunzione di essere arrivato e di non avere più nulla da imparare…di essere bravo così! Fuori di qui c’è un nuovo mondo…io ho avuto la fortuna di scoprirlo…voi, cosa state aspettando?